18 giugno 2017

Gli italiani chiedono giustizia


I dati diffusi dal Viminale ci dicono che furti, rapine e violenze sono in calo. La cronaca dei giornali e ciò che dice la gente invece delinea una fotografia esattamente opposta. Chi ha ragione? Inutile girarci intorno: il fenomeno criminoso è in aumento ed i cittadini hanno paura. Ma spesso non denunciano gli atti di microcriminalità poiché sanno che i malfattori non faranno un giorno di galera e verranno subito liberati. Se poi va davvero male, se li troveranno ancora davanti alla porta di casa più incattiviti. Un errore, ovviamente, il subire una violenza o un sopruso senza denunciare, ma come dar torto a chi è sfiduciato dal sistema giustizia? Gli ultimi episodi avvenuti in città e provincia, le ultime rapine violente in casa, sono soltanto l’ennesimo capitolo di questo triste copione che sembra al danno aggiungere la beffa: ladri, rapinatori, persone accusate di violenze sessuali, sono individuati e subito rilasciati. Ebbene in questi giorni, complici le gesta del papà dell’ex premier (ma questo benedetto uomo, visto il ruolo del figlio, perché non si è dato una calmata? Ma questa è un’altra storia...), si sta tornando a parlare della riforma della giustizia. Ora, giustissimo affrontare il tema del ruolo dei magistrati e dei loro legami con la politica, delle fughe di notizie dalle Procure e di un sistema in cui l’avviso di garanzia equivale ad una condanna. Temi importanti, poiché hanno ricadute sul destino stesso del governo e dunque sulle riforme che dovrebbero ridare slancio al Paese. Ma intanto, ciò che preme ai cittadini è un sistema che li difenda davvero: con tempi certi nei processi e con i delinquenti che dopo aver subito la giusta e sacrosanta condanna scontino davvero la pena a loro inflitta. 

4 commenti:

  1. cos'è l'ultimo sogno di un mondo migliore??

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  2. Ciao Enio, se Sparta piange, Atene non ride. Qui in Francia è la stessa cosa con l'aggiunta degli attentati islalistici. Visto che qui certe notizie non arrivano mi piacerebbe sapere la storia del padre dell'ex premier. Scrivimi via gmail, se ti conviene (per non aprire qui un nuovo post).
    Buona settimana.

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  3. A me, sta storia della "criminalità" in aumento ricorda tanto la storiella della "insicurezza percepita" che cavalcò la destra berlusconiana e leghista, alcuni anni fa. Allarme sicurezza che servì solo per emanare norme porcata ai governi del pregiudicato B, ad uso e consumo di un'opinione pubblica credulona e di sindaci fascio-leghisti (qualcuno ricorda la barzelletta delle ronde cittadine o del poliziotto di quartiere??? Minchiate senza futuro!)

    Poi, io vorrei conoscere sta gente che "non denuncia" perché tanto i ladri non vanno in galera. Somigliano tanto a quegli italiani che vivono in paesi mafiosi e dicono che la mafia non esiste! Insomma, tipico ragionamento da italioti e per svariati motivi: intanto, in galera non ci vai se vieni condannato a meno di tre anni di reclusione. E vieni condannato a meno di tre anni se è la prima condanna che ti becchi (norma fatta apposta per parare il didietro ai politici ed agli amministratori corrotti). Comunque, a fronte di denuncia, viene comunque svolto un processo e se hai accumulato più di una denuncia o hai già una condanna alle spalle, una nuova condanna superiore ai tre anni non te la leva nessuno e in galera ci vai e come! Certo, se nessuno denuncia.... e poi la mafia non esiste!

    La riforma della giustizia, con l'eventuale rilancio del Paese, con l'eventuale ripresa economica, con l'eventuale diffusione della criminalità, con l'eventuale contrasto alla stessa o con l'eventuale insicurezza percepita c'entra... come i cavoli a merenda! Semmai, scopo di questa paventata riforma che anche il giovane renzie vuole, è parare, per l'ennesima volta, il didietro a qualcuno: il papà dell'ex premier e di tutti i farabutti, inquisiti o intercettati e dei quali, grazie alle intercettazioni, si scopre, appunto, che sono dei gran farabutti.

    Tutto nella norma! Siamo italiani!

    Ciao Enio

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